charles bukowski:

tutt’a un tratto ci fu un’esplosione tremenda

tutt’a un tratto ci fu un’esplosione tremenda, che fece tremare i muri.
“ges!” disse eric.
“cosa è stato?” domandò gloria.
louie si diresse verso la porta e l’aprì. erano al secondo piano. la stanza dava su un lungo balcone ed il motel era costruito attorno ad una piscina. louie guardò verso il basso. “non ci crederete, ma in piscina c’è un tale che peserà duecento chili. e’ stato il tuffo a provocare l’esplosione. non ho mai visto un uomo così grasso. e’ enorme. ed è in compagnia di un altro che peserà poco meno. dev’essere suo figlio. adesso sta per tuffarsi anche lui. attenti!”
ci fu un’altra esplosione. le pareti tremarono di nuovo e dalla piscina si levarono spruzzi altissimi.
“stanno nuotando fianco a fianco. che spettacolo!”
eric e gloria si diressero alla porta e guardarono fuori.
“e’ una situazione pericolosa,” disse eric.
“cosa intendi dire?”
“intendo dire che a furia di guardare tutto quel grasso ci verrà voglia di sfotterli. lo so, è molto infantile. ma dopo una sbronza come quella che ci siamo presa può succedere di tutto.”
“già, me li vedo precipitarsi su per le scale e martellare di pugni la porta,” disse louie. “come faremo a tenere a bada quattrocento chili?”
“impossibile, nemmeno se fossimo in perfetta forma.
“e visto che non lo siamo, mi sembra ancor più impossibile.”
“esatto.”
“ehi, ciccione!” strillò louie.
“oh, no,” disse eric. “oh, no, ti prego. sto male…”
i due grassoni alzarono gli occhi. entrambi indossavano un paio di calzoncini da bagno azzurro chiaro.
“ehi ciccione!” gridò louie. “scommetto che con una scorreggia riusciresti a strappare le alghe e a spedirle da qui alle bermude!”
“louie,” disse eric, “non ci sono alghe là dentro!”
“non ci sono alghe lì dentro, grassone!” strillò louie. “se le sarà risucchiate tutte il tuo culo!”
“oh, mio dio,” disse eric. “ho fatto lo scrittore perché sono un vigliacco e ora mi trovo a dover affrontare una morte improvvisa e violenta.”
il più grasso dei due uscì dalla piscina seguito dal più magro. li udirono salire le scale, plop, plop, plop. le pareti cominciarono a tremare.

da musica per organi caldi, di c.bukowski, feltrinelli 1991

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